Un gentiluomo all'Emiciclo
Non la consueta intervista di fine anno, ma semplicemente la scelta di parlare del Presidente del Consiglio regionale sottovoce, senza parole strillate, senza lasciarsi andare all'imperativo dello scoop. Un racconto pacato quello che fa Colacito della presidenza Tagliente, un racconto dell'uomo piu che del politico, con qualche accenno alla nostalgia di un tempo in cui tutti eravamo diversi.
Sir Giuseppe Tagliente, presidente del Consiglio regionale abruzzese. Un gentiluomo all'Emiciclo, che quasi ogni giorno affronta i 180 Km tra Vasto – la sua citta – e L'Aquila, il suo ufficio, usando le ore in auto per pensare, riorganizzare la giornata, dare un'occhiata ai giornali (pagine nazionali ed edizioni locali), misurare la febbre politica. Un'occhiata al paesaggio del mare increspato, prima, e poi al profilo delle montagne quando l'auto punta verso l'altopiano di Navelli, verso l'Abruzzo numero 2, quello interno. Negli anni trascorsi alla presidenza del Consiglio, l'avvocato ha visto molte cose. Fra loro, il doloroso accentuarsi della dicotomia tra i due Abruzzi. Due, come nell'ottocento. Uno costiero che bene o male cresce, l'altro interno che non cresce piu, anzi retrocede verso una irreversibile stagnazione, verso un'emigrazione che torna minacciosa, verso una sofferenza sociale che si riproduce come una malapianta. Una spina nel fianco per un politico che, come hobby, ha la lettura, soprattutto di testi storici. Una cosa che Tagliente non avrebbe voluto registrare tra i fenomeni negativi di questi anni con il 2 davanti. Ci saremmo, e si sarebbe, aspettato qualcosa di meglio per questa terra che ha gia dato tanto nei decenni trascorsi. Il presidente ha stile, misura nel vestire, nel parlare, nel riflettere. Pacato, ha valorizzato un aspetto della politica sempre piu diafano e calante. La buona educazione. In tempi di strilli, esagerazioni, insulti e linguaggio da trivio a tutti i livelli (anche nelle aule del Parlamento), Tagliente ha scelto la compostezza. Se ci sono guai e problemi, tanto vale affrontarli con stile. Se non ci sono, lo stile e valore aggiunto. Se non altro, per distinguersi. Quando il Titanic affondo, l'orchestra di bordo non smise mai di suonare, fin quasi all'arrivo della schiuma gorgogliante e bianca sul nero degli scenari apocalittici. All'ultimo momento, qualcuno – si racconta – trovo persino il tempo per rinfoderare gli strumenti, prima che colassero a picco con l'orgogliosa nave ferita a morte da un semplice iceberg… L'Abruzzo non e il Titanic, nel senso che non puo essere paragonato ad un'orgogliosa nave che solca gli oceani, ma neppure a qualcosa che affonda, che cola a picco. Segni di malessere ci sono, ma la forza per andare avanti e per tenere la testa fuori dall'acqua rimane ancora. Tant'e vero che, tra gli adempimenti portati a termine che piu piacciono al Presidente, c'e il nuovo Statuto. Una piccola carta costituzionale che scrive il futuro di 1 milione e 200mila residenti nella regione, tanti siamo all'ombra del Gran Sasso e della Maiella, e detta dei principi capaci, speriamo, di migliorare il nostro avvenire di cittadini. Giuseppe Tagliente era un giovane vivace, quando entro nel Consiglio abruzzese. Rappresentava un modo di fare politica allora in voga, scapigliato, spesso arguto, tendente all'insubordinazione per costume. Bei tempi, perche c'era sangue nelle vene, ma anche un limite, il rispetto delle istituzioni e degli avversari. In aula si parlava un buon italiano, c'erano guizzi culturali e stilistici, sovente assistere al dibattito poteva anche essere istruttivo e coinvolgente per pubblico e cronisti. Il primo, al Consiglio regionale, a dire il vero non c'e mai stato; i secondi c'erano perche dovevano. Ma chi ha qualcosa dietro le spalle ricorda che piu di una volta il Consiglio sali di livello come un elettrone attorno al nucleo atomico. Ma, appunto come elettroni, tutti rispettavano le loro orbite senza invadere quelle altrui. Oggi la politica e quasi soltanto un mestiere e tutto si e appiattito su un unico tasto: lo scopo da raggiungere. Nobile o meno nobile. Non e una caratteristica abruzzese, per carita: e la politica italiana, e l'Italia tutta a mostrarsi, invereconda, piuttosto imbolsita e grossolana. E scollacciata. La classe non e acqua, Presidente. Se ha ricordi cinematografici, che sono icone incancellabili per la generazione alla quale appartiene chi scrive, pensi a quella scena del film “Ultima spiaggia” in cui un maggiordomo britannico stappa l'ultima bottiglia di champagne. L'ultima, prima della conclusione di tutto. Da solo, ma con la cravatta annodata perfettamente e la livrea spolverata e stirata a puntino. Alla Regione sta per arrivare la mutazione genetica delle elezioni, che si terranno ad aprile del 2005. Comunque la si voglia pensare, molte cose cambieranno, perche si vota proprio per questo. L'unica cosa impossibile e che tutto resti esattamente com'e. La storia dei presidenti del Consiglio dal 1971 e una dignitosa storia, popolata da figure di tutto rispetto, da persone di livello, da signori gentiluomini. Tagliente ha tenuto il ritmo e rispettato la tradizione.
Buon 2005, Abruzzo.
Gianfranco Colacito
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